2 GIUGNO IN SICILIA NON È FESTA.
Lettera aperta al Presidente del Consiglio Matteo Renzi per il tramite del Commissario dello Stato.

Di: Sicilia Nazione - il: 28-05-2015

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Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, per il tramite del Commissario dello Stato

Signor Presidente del Consiglio,

ancora una volta il 2 giugno la Repubblica Italiana celebra se stessa e la ricorrenza del referendum istituzionale del 1946.

A quel referendum i Siciliani parteciparono perché il 15 maggio di quello stesso anno (meno di venti giorni prima) era stato approvato lo Statuto che sanciva il patto tra la Sicilia e l’Italia. Autonomia di fatto federale in cambio della rinuncia alla lotta per l’indipendenza alla quale, in modo palese o latente, i Siciliani non avevano mai rinunciato sin dall’Unità d’Italia. Quel patto consentiva ai siciliani di considerarsi italiani.

In questi anni quel patto è stato violato e calpestato da tutti i governi della Repubblica Italiana e oggi non ha quasi più alcuna rilevanza. Il suo governo ha assestato e continua ad assestare gli ultimi colpi di maglio a un’autonomia ormai tradita e stravolta.

Sono tanti i siciliani che, dopo il tradimento di quel patto, hanno difficoltà a sentirsi italiani, ma soprattutto sono tantissimi i siciliani che, ogni giorno di più, si rendono conto che i governi della Repubblica non li considerano più cittadini italiani.

Il saccheggio delle risorse dell’Isola continua senza interruzioni, il gap infrastrutturale è al suo apice, la rete stradale e autostradale è al collasso e l’Anas non investe, le ferrovie sono quasi sconosciute, la nostra agricoltura e la nostra pesca sono fortemente penalizzate anche da accordi internazionali fatti nell’interesse delle grandi imprese del Nord, la disoccupazione ha raggiunto il picco del 22,2% contro il 9,4% del Centro Nord, quella giovanile non ha paragoni in Europa, il divario con il Nord non è mai stato così netto. In una parola i Siciliani, oggi, non hanno più alcun reale diritto di cittadinanza in questa Repubblica, privati persino della speranza e della dignità.

Il suo governo si è permesso inoltre di chiedere alla Sicilia di sottoscrivere un accordo truffa (prontamente firmato dal vassallo Crocetta) e una rinuncia strisciante a tutti i crediti della Sicilia verso lo Stato che ha determinato una perdita complessiva per le casse dell’Isola stimabile in circa 10 miliardi di euro a favore dello Stato italiano.

Cosa dovremmo festeggiare? Una Repubblica divisa in due, oppure l’essere cittadini di serie B, o magari il tradimento da parte dell’Italia?

Se per voi la Sicilia non è Italia, per noi, sempre di più, l’Italia non è Sicilia.

Ci spiace, signor Presidente del Consiglio, ma, con questi dati, il 2 giugno in Sicilia non è festa!

Il Comitato Promotore di SICILIA NAZIONE

Parliamo di Spunti | 11 Commenti »

11 risposte a “2 GIUGNO IN SICILIA NON È FESTA.
Lettera aperta al Presidente del Consiglio Matteo Renzi per il tramite del Commissario dello Stato.”

  1. Vito scrive:

    Ben detto! Viva la Sicilia libera. Ho lavorato tanti anni in Norditalia e mi sono sempre sentito uno straniero.

  2. anna scrive:

    I siciliani non sono mai stati considerati italiani neanche dai pripri rappresentanti politici che hsnno mirato a defraudare il proprii territorio e la propria gente a tutto vantaggio personale. Dovremmo cominciare a fare un po di pulizia nella nostra regione a cominciare dall’attuale burattino che ci dovrebbe governare per poi passare a Roma

  3. Beppe Vicari scrive:

    Ho sempre sostenuto, dall’inizio della crisi e con l’aggravante della scellerata politica dell’austerità , che il divario sarebbe aumentato. La ripresa economica e la politica centralista del PD peggioreranno le cose, aumenteranno l’utilizzo dei mezzi di produzione e l’occupazione al nord con il prelievo del risparmi del sud. ‪#‎sicilianazione‬ può rappresentare una soluzione praticabile per convincersi basta, non solo guardare al nostro passato ma anche ad esperienze attualissime come ad esempio il Veneto per restare in Italia piuttosto che la Scozia o la Catalogna. Non abbiamo più tempo ‪#‎siciliasvegliati‬ non abbiamo nessun Kool o Merkel in Italia in grado di fare quello che è stato fatto con l’unificazione della Germania. I paesi che erano oltre cortina e sono rientrati nella sfera europea , dopo 50 anni di socialismo reale hanno accorciato il divario. In Italia il divario tra Sud e Nord è aumentato. Occorre un nuovo modello di sviluppo differenziato rispetto al resto d’Italia affinché la Sicilia possa raggiungere le media di reddito pro-capite europeo. Sono fallite tutte le sperimentazioni dalla Cassa del Mezzogiorno ai fondi Strutturali che messi insieme e per tutto il tempo in cui sono stati erogati , 60 anni, rappresentano nel complesso meno del 15% di quello che la Germania dell’Ovest ha erogato per lo sviluppo dell’Est facendo oggi pagare a tutta l’europa questo grande sforzo.
    http://www.economist.com/news/finance-and-economics/21651261-north-limps-ahead-south-swoons-tale-two-economies

  4. antonino scrive:

    sinu a quannu nsicilia li politici chi la guvernanu sunnu ascari un c’è spiranza, ma quannu finalmenti a lu guvernu ci vannu chiddi chi lu fannu ppi nomu e cuntu di li siciliani allura li cosi putissiru canciari ma finu a qunnu chistu un succedi un sacciu chiddu chi pinzari. w. la sicilia libbira e nnipinenti.

  5. ciccio scrive:

    Approvo in toto

  6. masimo scrive:

    belle parole ma, nell’atto pratico… restiamo al pc incollati alle sedie?

    • Giuseppe Vicari scrive:

      Assolutamente no!, usiamo la carta bollata ove tale opzione sia percorribile, scendiamo in piazza, facciamo le nostre azioni politica senza cercare il clamore ma l’efficacia e cerchiamo classe dirigente adeguata all’assunzione di responsabilità che il nostro progetto politico richiede. Abbiamo smesso di chiedere cosa fanno gli altri per noi e la nostra terra, abbiamo smesso di credere che altri faranno per noi e la nostra terra quello che solo noi possiamo fare. Tu che fai? hai letto le IX tesi fondative e la carta programmatica ? allora fatti sotto , rimboccati le maniche e scrivici una mail dove ci comunichi cosa sei disposto tu a fare per la tua Sicilia. info@sicilianazione.eu . Aspettiamo, buona giornata

  7. lillo scrive:

    Dovevamo ottenerla nel 45 dopo la guerra e sicuramente non saremmo a nord ma felici nella nostra terra, e sono certo che le cose sarebbero andate meglio ma c’è ancora speranza x una Trinacria libera ed indipendente

  8. Giuseppina Marrone scrive:

    OCCORRE PASSARE AI FATTI!!!!
    GLI “ASCARI”, OSSIA I COLLABORAZIONISTI, OSSIA COLORO CHE SVENDONO LA SICILIA E GLI INTERESSI DEI SICILIANI AGLI INTERESSI TOSCO PADANI E DELLO STATO OCCUPANTE, DI CUI SIAMO “COLONIA,” DEVONO ESSERE PROCESSATI PER ALTO TRADIMENTO DA UN TRIBUNALE E GIUDICATI DA UNA GIURIA ELETTA DAL POPOLO! g.m.

  9. Michele Ginevra scrive:

    Fiero di essere siciliano, in 50 anni non ho mai percepito la benché minima sensazione di essere italiano, piuttosto e vero il contrario.
    Pertanto auspico vivamente che la Sicilia si stacchi dall’italia, e nasca finalmente lo stato Siciliano.
    Viva la Sicilia!!!

  10. Pietro scrive:

    I siciliano si sono accontentati di poco e hanno chiesto nulla. Nulla hanno ricevuto ed il sangue hanno dato ( vedi le guerre, i siciliani venivano messi al primo assalto). Ho studiato al Nord, e dopo la laurea sono tornato in sicilia per dare il mio contributo di miglioramento sociale. In parte sono riuscito, esponendomi in prima persona e continuo ancora alla difesa dei diritti calpestati. Posto un popolo alla fame, si compra e si gestisce con un tozzo di pace. Se i siciliani smettono di farsi comprare in special maniera i rappresentanti politici, allora qualche speranza ci sarà, diversamente saranno lotte continue per gli Uomini liberi e con molta dignità accompagnata da tantissima Onestà.

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