Altro ricorso vinto alla Corte Costituzionale e reso inutile dall’accordo Crocetta Renzi.
La Sicilia perde centinaia di milioni di euro.

Di: Sicilia Nazione - il: 18-02-2016

 

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Ancora una volta la Corte Costituzionale dà ragione alla Sicilia.

E ancora una volta questo si rivela inutile a causa dell’accordo Crocetta Renzi sulla rinuncia ai ricorsi contro lo Stato e ai suoi effetti nel caso si tratti di ricorsi già presentati.

Centinaia di milioni restano alle casse del Governo italiano, nonostante la Corte costituzionale ha stabilito che toccavano alla Sicilia.

Di cosa si tratta questa volta?

Il Governo regionale aveva impugnato una norma contenuta nel decreto legge 66/2014 sulla base del quale i maggiori introiti derivanti dal recupero dell’evasione fiscale sarebbero andati a coprire oneri statali previsti dallo stesso decreto.

Tra i fondi recuperati una parte riguardavano evasione fiscale di soggetti residenti in Sicilia, che quindi in ottemperanza all’art. 36 dello Statuto regionale (quello che Renzi e alcuni cretini siciliani vorrebbero abrogare) spettano alle casse siciliane.

La Corte Costituzionale con una sentenza chiarissima ha stabilito l’illegittimità della norma e quindi che le entrate provenienti dalla lotta all’evasione fiscale che costituiscono proventi di tributi devoluti alla Regione Siciliana devono restare alla Regione e non possono essere incamerati dallo Stato.

Tali proventi, infatti, non rappresentano un’entrata nuova, dovuta a maggiori aliquote o a nuovi tributi da riservare allo Stato con una precisa e individuata destinazione, bensì un recupero di imposte dovuto a verifiche fiscali più rigorose e a un incasso più efficace di tributi esistenti. E dunque spettano alla Regione Siciliana.

Ma questi soldi in Sicilia non arriveranno mai.

L’accordo del luglio 2014 (accordo realizzato senza alcuna effettiva contropartita) li fa perdere per sempre.

Quanto sostegno allo sviluppo poteva essere realizzato con quelle centinaia di milioni di euro?

Quanta occupazione poteva essere generata?

Sono soldi rubati alla nostra terra e ai nostri figli.

Rubati dal governo Renzi, il governo italiano più antimeridionale e antisiciliano della storia della Repubblica, con la complicità del governo Crocetta, il governo regionale più imbelle e dannoso della storia della Regione Siciliana.

Furto ratificato da tutti quei deputati regionali che, votando il bilancio, approvarono anche quell’accordo.

Vanno tutti annoverati come traditori della propria terra.

Insieme con loro, l’inviato di Renzi, il toscano assessore all’economia Baccei che appena poche settimane or sono ha dichiarato pubblicamente che l’accordo non ha fatto perdere niente alla Sicilia.

Bugiardo smentito ancora una volta.

Sicilia Nazione da sola aveva denunciato quel vergognoso accordo, e da sola continua a denunciare le ulteriori vergogne che condannano la Sicilia alla miseria e all’emarginazione, come l’illegittimità dell’esercizio provvisorio e la cancellazione di fatto, inserita nel bilancio attualmente in discussione, di ogni credito che la Sicilia vanta nei confronti dello Stato italiano.

Parliamo di Spunti | 1 Commento »

Una risposta a “Altro ricorso vinto alla Corte Costituzionale e reso inutile dall’accordo Crocetta Renzi.
La Sicilia perde centinaia di milioni di euro.”

  1. antonino scrive:

    Comportamento inaudito! Gravissimo è anche il silenzio in merito a questa incomprensibile scelta, da parte di Crocetta & Co.
    Abbiamo una classe politica che sta togliendo ogni speranza di riscatto ai siciliani.
    Non si può che esprimere rabbia e indignazione.

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