CROCETTA REGALA ALTRI 4 MILIARDI A RENZI

Di: Sicilia Nazione - il: 14-05-2015

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Pubblichiamo un articolo del professore Riccardo Compagnino, nostro attivista ed esperto di finanza pubblica.

 

Il bilancio regionale approvato la settimana scorsa contiene un’altra terribile truffa nei confronti della Sicilia orchestrata dal duo Crocetta – Renzi.

Altri quattro miliardi circa vengono regalati allo Stato con una manovra che si è tentato di fare passare inosservata.

Proviamo a spiegare in parole semplici cosa è successo alle casse siciliane per mano dell’assessore regionale al Bilancio Baccei, inviato (guarda caso)da Firenze.

Nell’accordo capestro dei mesi scorsi con il quale Crocetta rinunciava ai contenziosi regalando allo Stato circa cinque miliardi, vi era un articolo che in pochi hanno notato. Con l’articolo 7 la Sicilia si impegnava a redigere il bilancio del 2015 rispettando la nuova normativa sulla contabilità.

Questa normativa prevede l’obbligo del “riaccertamento straordinario dei residui”, ossia di verificare l’effettività dei crediti (residui attivi), cancellando dal bilancio quelli non certi e non dimostrabili.

La stragrande maggioranza dei residui attivi della Sicilia (circa 8 miliardi) sono dovuti dallo Stato.

Sicilia Nazione aveva già denunciato nella Conferenza stampa del 27 aprile il tentativo di cancellare questi crediti.

Adesso quanto temevamo è accaduto nel silenzio degli autori del misfatto e dei loro complici.

Nel bilancio approvato da qualche giorno, l’avanzo rispetto al 2014 è infatti inferiore di tre miliardi e mezzo rispetto a quello del 2014 e addirittura di oltre quattro miliardi e mezzo rispetto a quello del 2013 (che è stato parificato – cioè verificato – dalla Corte dei Conti).

L’avanzo presunto si riduce del 47% (una percentuale enorme) e, a fronte di ciò, nessuno ha ritenuto di dover dare spiegazioni.

Che fine hanno fatto questi soldi? Temiamo che l’unica possibile spiegazione sia che questa riduzione dell’avanzo coincida con i residui attivi (crediti) che la Sicilia vantava nei confronti dello Stato e che probabilmente, con la scusa del riaccertamento straordinario dei residui, siano stati cancellati.

Lo Stato beneficerà quindi in questo caso di questa ulteriore rinuncia miliardaria della Regione che costituirà per la Sicilia una perdita certa e definitiva.

L’approvazione del bilancio 2015 da parte dell’Assemblea Regionale è stato dunque un fatto d’inaudita gravità politica in quanto ha creato il presupposto giuridico per una definitiva spoliazione della finanza siciliana di circa 4 miliardi.

In presenza di una riduzione del 47% dell’avanzo presunto i deputati avrebbero dovuto richiedere l’elenco analitico delle singole voci di spesa che hanno contribuito a determinarlo e chiedere se vi fosse stata una delibera di riaccertamento dei residui. Questo non è stato fatto e il governo Crocetta è rimasto in silenzio.

I deputati regionali che hanno contribuito all’approvazione di una legge che “scippa” alla Sicilia dai 3,5 ai 4,5 miliardi di euro, si sono assunti una gravissima responsabilità, e i loro nomi devono essere indicati all’opinione pubblica come colpevoli di un’ulteriore svendita delle nostre risorse.

E’ stata approvata una “legge – furto” e coloro che l’hanno approvata hanno commesso un atto criminale nei confronti degli ignari siciliani.

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