I trasporti che affondano, come tutta la Sicilia, nel fango.

Di: Giuseppe Vicari - il: 17-10-2015
foto da Repubblica

foto da Repubblica

Amaro e crudele è il destino dei trasporti in Sicilia.

Anche il treno superveloce (sic), fermo ancora fuori dai binari, taglia in due la Sicilia e lascia al sostitutivo autobus l’onere emergenziale del collegamento ( non più veloce) tra Palermo e Catania.

Mentre pavidi leader si affaticano a rimettere in scena l’eterna farsa sul Ponte di Messina (faranno prima quello di Gibilterra, state sereni), la Sicilia consolida il neo urbanesimo; ovvero il nuovo fenomeno sociologico dell’isolamento urbano per mancanza di collegamenti tra le città. Alla forza inarrestabile della natura e all’inesorabile scorrere del tempo non si oppone che l’improvvisazione e la ricerca di una effimera visibilità. Tutta immagine e twitter: questa l’essenza del ceto politico a Roma come a Palermo.

Il treno veloce che blocca i binari, le frane che spezzano le arterie autostradali e le strade a scorrimento veloce, ponti e viadotti che non si reggono più, e loro che promettono qualche spicciolo per far finta di porre rimedio.

Non solo, nella tragedia delle infrastrutture scadenti nell’isola siamo addirittura alla farsa. Vengono persino definanziate anche quelle opere mitiche che sembravano però pronte per la realizzazione come la famosa Nord – Sud da Gela a Santo Stefano di Camastra, l’opera, che se realizzata allevierebbe “strutturalmente” le pene di tanti viaggiatori nell’isola. Con i soldi dei fondi strutturali, anziché realizzare la Nord – Sud, anziché velocizzare il collegamento ferroviario da Trapani a Comiso via Palermo, Enna, Caltanissetta, Catania, Siracusa, Ragusa , e collegare i principali porti e gli aeroporti della Sicilia, si finanziano le spese correnti dei bilanci.

Gli investimenti nelle infrastrutture dell’isola non vengono considerati fattori di economia e benessere e il serpente di acciaio di ultima generazione, deragliato sui binari ottocenteschi all’incirca nel centro della Sicilia in una zona scarsamente coperta persino dalla rete telefonica, ne è la prova evidente.

Di chi è la colpa? Cercate dalle parti di Roma e chiedete a quei siciliani che per mandato elettorale dovrebbero frequentarla.

Parliamo di Riflessioni | 1 Commento »

Una risposta a “I trasporti che affondano, come tutta la Sicilia, nel fango.”

  1. io grazie adio ho ancora il mio scecco rausano vivo e circolo in tutta l’eurasia!

    una moglie si trova ma u sceccu?

Lascia un Commento