La Sicilia non ha alcuna convenienza a essere parte dell’Italia!

Di: Rino Piscitello - Portavoce di Sicilia Nazione - il: 02-05-2015

Sicilia Italia

Il momento è arrivato.

Ognuno di noi ha quasi imbarazzo a dirlo e vorrebbe trovare parole meno dirompenti.

Ognuno di noi teme il pregiudizio e la rassegnazione dei tanti che sanno che questa è la cosa giusta, ma pensano che non possa realizzarsi.

Adesso occorre dirlo con chiarezza e determinazione:

LA SICILIA NON HA ALCUNA CONVENIENZA A ESSERE PARTE DELL’ITALIA.

Ne riceve anzi un danno certo, dimostrabile e assoluto.

A tutto questo si sommano due fattori indiscutibili: la totale mancanza di considerazione da parte degli organi di governo italiani nei confronti dei problemi della Sicilia e dei siciliani e il mancato rispetto di parte italiana della legge fondamentale che 70 anni fa motivò la rinuncia alla lotta indipendentista, ossia lo Statuto autonomistico.

sicily not italy

Se la Sicilia riconquistasse la propria indipendenza, potrebbe:

- utilizzare le proprie immense risorse per lo sviluppo dell’isola;

- trattenere in Sicilia tutte le tasse riscosse;

- stabilire norme fiscali vantaggiose per chi investe nell’isola e crea lavoro;

- detassare per un periodo le imprese che trasferiscono in Sicilia la propria sede produttiva e fiscale e i privati che vi spostano la propria residenza fiscale;

- valorizzare e tutelare i propri immensi beni ambientali e culturali, facendo del turismo il motore principale dell’economia;

- esaltare la propria posizione geografica al centro del Mediterraneo.

Questo determinerebbe con certezza una ripresa dell’occupazione e il rilancio dell’infrastrutturazione dell’isola, a partire dalla realizzazione di una rete stradale, autostradale e ferroviaria moderna ed efficiente.

A chi obietta che non abbiamo una classe politica all’altezza, bisogna rispondere che la classe politica mediocre è figlia di partiti mediocri che hanno la loro sede centrale fuori dalla Sicilia e che una sfida di questa portata dovrà attrarre le energie migliori dei siciliani.

Si tratta di una sfida moderna. La Sicilia è in grado adesso di richiedere l’autodeterminazione a partire dalla sua storia, ma anche dal suo diritto ad avere uno sviluppo basato sulle proprie risorse.

Non abbiamo bisogno di assistenza, né di aiuti esterni. Abbiamo bisogno soltanto di non essere più depredati e trattati da cittadini di serie B.

Il 15 maggio saremo in piazza a Palermo con il movimento SICILIA NAZIONE. Da quel giorno inizierà un percorso di liberazione del quale la nostra isola ha davvero necessità.

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