Carta Programmatica Sicilia Nazione

SICILIA NAZIONE è un movimento per l’autodeterminazione del popolo siciliano che si batte affinché la Sicilia diventi uno Stato federato con l’Italia o uno Stato indipendente nel rispetto delle storiche prerogative dell’Isola e in applicazione del principio fondamentale dell’insularità. I suoi obiettivi sono espressi nelle 9 Tesi Fondative.
Il suo programma di crescita per una Sicilia moderna e vivibile, che possa accogliere il futuro dei nostri figli, si concreta invece nei seguenti punti, che rappresentano il fulcro dell’impegno dei suoi attivisti e dei suoi sostenitori, da integrare man mano sulla base delle loro proposte:

1) La Sicilia può vivere delle proprie risorse.
La Sicilia non ha bisogno di aiuto esterno né di assistenza. I 160 anni di Stato unitario hanno soltanto aggravato lo svantaggio economico e infrastrutturale. Occorre quindi rinunciare ad aiuti dall’esterno e allo stesso tempo trattenere in Sicilia tutte le risorse e le tasse riscosse amministrandole con una nuova classe politica non più subalterna. Con queste risorse si può, nel breve termine, arrestare l’emorragia di posti di lavoro, uscire gradualmente dalle illusioni del precariato e dell’assistenzialismo e costruire insieme una nuova Sicilia moderna, economicamente sviluppata e nella quale vengano garantiti i diritti fondamentali della persona (al lavoro, alla salute, alla scuola, alla casa, ecc…).

2) Tutte le tasse prodotte in Sicilia vanno versate in Sicilia.
Le tasse di tutte le imprese, così come quelle dei lavoratori pubblici e privati, per la parte prodotta nell’Isola, vanno versate in Sicilia, anche per il passato. Vanno restituiti alla Sicilia tutti i fondi europei (FSC, PAC etc.) che le sono stati stornati verso le regioni del Nord. Va eseguito un calcolo preciso e di conseguenza costituito un fondo per il riequilibrio infrastrutturale e versato alle casse siciliane con vincolo per investimenti, e allo stesso modo va costituito un fondo per la mancata attuazione dello Statuto da versare alle casse siciliane con vincolo ad iniziative per lo sviluppo e la solidarietà sociale. Le accise, a partire da quelle per i prodotti petroliferi estratti o raffinati in Sicilia, vanno restituite alle casse siciliane, ed impiegate anche per l’attività di bonifica dei siti inquinati. Immediato trasferimento alla Sicilia, secondo le previsioni statutarie, di tutti gli immobili e le pertinenze ancora detenute dallo Stato, conferendo loro destinazione produttiva e di servizio pubblico. Consentire l’apertura di due case da gioco nel territorio dell’isola.

3) Eliminazione dell’oppressione fiscale.
Sostanziale riduzione dell’eccessiva tassazione che oggi scoraggia ogni iniziativa imprenditoriale. Robusta fiscalità di sviluppo per chi investe nell’Isola e crea nuova occupazione. Esenzione da ogni tassazione per i primi cinque anni per le imprese non residenti che decidono di spostare la propria sede produttiva e fiscale nell’isola e per privati titolari di reddito che decidano di riallocare nell’isola la propria residenza fiscale (pensionati compresi) o di avviare nuove iniziative imprenditoriali. Ampia riduzione della tassazione sul lavoro. Imposizione fiscale ribassata e proporzionale con innalzamento della soglia di esenzione. Abbattimento dell’Iva e delle accise. Realizzazione di una Zona Franca o di una Zona Economica Speciale sull’intero territorio dell’isola con istituzione di un Porto Franco fuori dalla linea doganale europea. Totale defiscalizzazione della prima casa. Esenzione fiscale per nuove iniziative imprenditoriali a contenuto innovativo (start-up), anche maturate tra giovani delle università siciliane (spin-off), credito d’imposta sugli investimenti e l’occupazione finanziato attraverso il Piano di azione e coesione. Microcredito per le imprese. Detassazione degli utili reinvestiti per l’ammodernamento e l’innovazione delle aziende e la creazione di nuova occupazione. Abolizione dell’attuale sistema vessatorio della riscossione coattiva dei tributi (Riscossione Sicilia/Equitalia) e sua incorporazione negli uffici finanziari.

4) Strumento monetario complementare.
Emissione di Certificati di Credito Fiscale validi per le transazioni interne a fianco dell’euro, immettendo liquidità nel sistema economico dell’Isola con conseguente aumento di domanda e occupazione. Rinegoziazione del debito ed emissione di obbligazioni per la realizzazione di infrastrutture (project Bond). Rafforzamento dei consorzi fidi.

5) Deburocratizzazione e semplificazione amministrativa. Efficienza dei servizi pubblici.
Eliminazione generale di concessioni ed autorizzazioni. Applicazione del silenzio-assenso e comunicazione d’inizio attività con controlli ex post sul rispetto delle regole, ad eccezione delle sole norme sulla tutela dell’ambiente e dei beni culturali, e comunque al termine di procedure notevolmente semplificate. Profonda riforma della pubblica amministrazione: leggera, qualificata, selezionata in modo assolutamente trasparente e valutata sulla base del merito. Valorizzazione delle professionalità esistenti. Trasformazione dello sportello unico da “passacarte” a punto di riferimento per ogni iniziativa economica e di investimenti.
Dismissione di tutte le partecipazioni pubbliche prevedendo agenzie e meccanismi di controllo sociale per incrementare efficenza e rendimento per i cittadini.
I servizi indivisibili a rete (acqua, rifiuti, etc.) e i trasporti di linea “sociali” devono garantire qualità, organizzazione efficiente e prezzi accessibili e, ove affidati a privati, devono essere soggetti ad un rigoroso controllo pubblico. Allo stesso modo deve essere soggetto a controllo e regolamentazione delle istituzioni siciliane l’eventuale sfruttamento di beni demaniali inalienabili (risorse naturali ed energetiche, reti infrastrutturali, ecc…).
La gestione dei rifiuti deve rispettare i seguenti criteri: ampia percentuale di raccolta differenziata; impianti di trattamento dimensionati sul livello consortile; conferimento in discarica di una percentuale non superiore al 10%; controlli, direzione e coordinamento sempre e comunque affidati al settore pubblico.

6) Totale devoluzione amministrativa e ripristino dell’Alta Corte.
Devoluzione alle istituzioni della Sicilia di tutta l’amministrazione pubblica. Tranne che per esteri e difesa, in Sicilia devono avere sede al massimo livello amministrativo tutti i settori dello Stato, dall’ordine pubblico alla giustizia, che deve trovare in Sicilia ogni ordine e grado di giudizio (ivi compresa la Cassazione), alle Autority, agli Uffici finanziari (agenzia entrate, demanio e dogane). Ripristino dell’Alta Corte. Abrogazione delle prefetture nel territorio dell’isola.
Riorganizzare l’assetto istituzionale dell’isola trasferendo competenze e personale ai comuni e ai liberi consorzi lasciando all’amministrazione centrale siciliana compiti di indirizzo legislativo e regolamentare, programmazione e controllo di efficienza. Possibilità di istituire al di fuori dei limiti di popolazione un Consorzio di comuni per le isole minori siciliane.

7) Tutela della famiglia e dei diritti sociali.
Superamento graduale del modello assistenziale e del precariato. Salario minimo garantito ai disoccupati per un massimo di due anni con obbligo di accettazione di lavori sociali. Massima garanzia per i servizi sanitari e scolastici di base con limitazioni solo per i redditi alti. Sostegno alle famiglie con figli anche attraverso forme di quoziente familiare. Diritto all’assistenza per i disabili e loro inserimento nelle attività lavorative. Contrasto all’esclusione sociale degli anziani. Rilancio del Microcredito per le famiglie. Realizzazione di case da offrire con affitti calmierati per giovani coppie ed anziani.

8) Scuola siciliana, identità e informazione.
Ripensare la Scuola, da quella dell’obbligo alle Università, con il rafforzamento dell’identità siciliana (lingua, storia, cultura, …). Piano di investimenti nell’edilizia scolastica e nei supporti informatici. Nascita di un servizio pubblico radiotelevisivo siciliano. Garanzie e sostegno al pluralismo informativo. Rafforzamento delle Università siciliane. Sostegno finanziario, attraverso borse di studio e prestiti d’onore, agli studenti universitari meritevoli. Creazione del Politecnico del Mediterraneo, del centro di formazione avanzata per il management privato e pubblico e per il management turistico e culturale e di strutture di eccellenza sanitaria. Supporto alle Accademie di Belle Arti e ai Conservatori di Musica. Accesso gratuito alla Banda larga ed ultralarga.

9) Tutela e valorizzazione beni ambientali e culturali.
Basare lo sviluppo della Sicilia sulla valorizzazione dei suoi beni ambientali e culturali e sul turismo. Controlli rigidi sulla qualità dell’aria e delle acque e sulla gestione dei rifiuti. Chiusura graduale delle aziende che non garantiscano una drastica riduzione dell’inquinamento ambientale. Interventi drastici di contrasto al dissesto idrogeologico per prevenire catastrofi, offrendo lavoro ad imprese, professionisti e lavoratori siciliani.
Riforma dell’antiquata legislazione urbanistica con nuove forme di valorizzazione del territorio e protezione di centri storici ed ambiente. Partenariato con istituzioni museali internazionali per valorizzare il patrimonio culturale e coinvolgimento di associazioni e fondazioni siciliane. Valorizzazione del sistema teatrale e del settore cinematografico attraverso investimenti e tax credit. Creazione di opportunità di lavoro nel campo artistico e musicale con compagnie, teatri e orchestre stabili.
Incentivazione degli investimenti sul turismo sostenibile attraverso sgravi fiscali, detassazioni, partenariato pubblico-privato. Attrazione del turismo estero attraverso facilitazioni di trasporto ed eliminazione di ogni tassazione sul soggiorno. Incentivi fiscali all’acquisto di case e terreni da parte dei non residenti in località turistiche e centri minori.

10) Produzione agroalimentare sana e di qualità.
Controlli rigidissimi sulle importazioni agroalimentari. Sospensione e revisione degli accordi commerciali europei che danneggiano l’agricoltura siciliana. Puntare, attraverso incentivazioni e sgravi, sulle produzioni tipiche siciliane di qualità, sull’accorciamento della filiera e sul mercato telematico. Sostenere la competizione sui mercati internazionali puntando esclusivamente su una produzione sana e di alta qualità. Ricalibrare il mercato sulla tutela del consumatore e sulla diffusione dell’alimentazione mediterranea. Tutela dei marchi siciliani e delle produzioni regionali nei confronti della grande distribuzione. Rafforzare i mercati regionali. Piano di utilizzazione delle terre incolte e di proprietà pubblica e assegnazione pianificata a imprese di giovani, anche con lo scopo di ripopolare le aree interne e montane.

11) Fonti d’energia e reti infrastrutturali sono risorse siciliane.
Tutte le fonti d’energia e le risorse energetiche collocate in Sicilia e nel suo mare, appartengono ai siciliani e questi devono stabilirne le modalità di utilizzo, ed esserne i beneficiari. Le reti che passano per la Sicilia (gasdotti, elettrodotti, dorsali informatiche) vanno valorizzate economicamente in favore dell’Isola. Vanno privilegiate le fonti rinnovabili a basso impatto ambientale. Investimenti nel completamento della rete elettrica e nella banda larga. Servizi telematici moderni anche per le aree interne.

12) Realizzazione di grandi reti ed infrastrutture di trasporto e di comunicazione.
Alta velocità e potenziamento dell’intero sistema ferroviario. Completamento e manutenzione della rete autostradale e di una rete stradale statale adeguata a un paese moderno. Trasporti metropolitani nelle grandi aree urbane. Sistema portuale integrato siciliano con una rete di interporti e di un hub siciliano e potenziamento degli aeroporti esistenti. Piano di infrastrutturazione con priorità alla perequazione infrastrutturale e delle reti. Sostegno ai trasporti per le isole minori. Rafforzamento delle intese con Malta per la realizzazione della piastra logistica mediterranea in vista del raddoppio del canale di Suez.

13) Stop al flusso indiscriminato di immigrati. Priorità sicurezza.
Contrastare i ritmi insostenibili del flusso di immigrati che mettono a rischio il carattere aperto e tollerante della società siciliana e la sicurezza dei cittadini. Stabilire un tetto massimo alle presenze nei centri d’accoglienza siciliani. Garantire la sicurezza di città e quartieri oggi abbandonati attraverso misure “Tolleranza zero” per la microcriminalità accompagnate da un’azione educativa del cittadino al rispetto delle regole.

14) Democrazia diffusa. Lotta a privilegi, corruzione e criminalità.
Applicazione piena della partecipazione e della trasparenza e dei controlli da parte dei cittadini e delle associazioni (openGovernment ed opendata). Semplificazione delle procedure per i referendum, anche propositivi, a livello comunale e siciliano.
Svincolare i vertici di Asp e dei maggiori enti dalle scelte politiche, attraverso selezione da un albo al quale si acceda per titoli ed esami (con Commissioni aperte a esponenti della cultura e dell’Università); alle scelte politiche competerà invece la definizione delle linee programmatiche e degli obiettivi assegnati. Fuoriuscita dei rappresentanti politici e sindacali dai consigli d’Amministrazione. Riduzione delle indennità per le cariche pubbliche e loro correlazione ai risultati amministrativi.
Totale pubblicità delle attività amministrative a ogni livello con obbligo di pubblicazione per contrastare corruzione e pressioni mafiose. Potenziamento delle forze di polizia e del controllo del territorio.

15) Rapporto con l’Europa e i Paesi del Mediterraneo.
La Sicilia deve essere protagonista nelle relazioni con le istituzioni europee ed i Paesi del Mediterraneo. Sostegno alla costituzione di accordi e joint ventures tra imprese siciliane e dei Paesi rivieraschi. La Sicilia deve rapportarsi direttamente con l’Europa per le questioni che la riguardano (agricoltura, pesca, energia, ambiente, etc.). Revisione negoziale con l’Europa delle proposte del piano Junker riguardanti la Sicilia e di tutte le norme penalizzanti nei confronti dell’economia siciliana.