Il MOVIMENTO NAZIONALE SICILIANO
chiede a GAETANO ARMAO di candidarsi
alla Presidenza della Regione.

Di: Sicilia Nazione - il: 03-01-2017

bandiera-siciliana

 

PRIMA DI TUTTO LA SICILIA !

Nei mesi scorsi, con un documento comune, Sicilia Nazione, il Fronte Nazionale Siciliano e il Movimento per l’indipendenza della Sicilia hanno proposto la formazione di un movimento unitario che metta insieme autonomisti, indipendentisti, sicilianisti, movimenti civici e tutti coloro che considerano la Sicilia e i suoi diritti al centro del proprio impegno. Questo documento ha ricevuto una condivisione straordinaria (di singoli e di movimenti locali) al di là delle più ottimistiche aspettative.

Sulla base di quel consenso nasce oggi il MOVIMENTO NAZIONALE SICILIANO, movimento politico che si propone il riscatto e l’autodeterminazione della Sicilia umiliata da una classe politica spesso corrotta e sempre subalterna a governi centralisti che hanno costantemente privilegiato il Nord.

L’auspicio è che tutti i movimenti sicilianisti sappiano seguire questa scelta di unità e di compattezza partendo da un programma di rilancio della Sicilia.

Il Movimento Nazionale Siciliano ripudia ogni forma di estremismo che consegnerebbe a residualità certa quanti si impegnano per lo sviluppo della nostra isola e conferma quindi la propria disponibilità a stringere alleanze con quanti, partiti e movimenti, siano disposti a mettere la Sicilia al centro del proprio programma per una nuova stagione di diritti. Non possiamo allo stesso tempo che prendere atto che il centrosinistra, peraltro responsabile del pessimo governo Crocetta (il più subalterno dei governi della storia siciliana al potere centrale), ha ormai assunto il centralismo come proprio parametro di riferimento e che questo è assolutamente incompatibile con ogni aspettativa di autodeterminazione dell’isola, il che rende di fatto impossibile ogni dialogo con questo schieramento.

Il Movimento Nazionale Siciliano chiede a Gaetano Armao (coordinatore di Sicilia Nazione, esponente di rilievo dell’opposizione al governo Crocetta e leader dei giuristi siciliani per il no al referendum costituzionale), ritenendolo interprete di questo programma di rilancio della Sicilia, di offrire la disponibilità alla candidatura alla Presidenza della Regione nel contesto di un’ampia alleanza  politica che dia priorità all’autodeterminazione della Sicilia ed ai diritti dei siciliani.

 

Nelle prossime settimane verrà pubblicata la proposta di Carta Programmatica del Movimento Nazionale Siciliano che sarà offerta al confronto con le forze politiche.

 

CHIEDIAMO A TUTTI DI CONTRIBUIRE DA SUBITO CON PROPRIE DONAZIONI  CLICCANDO QUI PER CONSENTIRE AL MOVIMENTO DI SVILUPPARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PERCORSO E LE PROPRIE INIZIATIVE

 

A seguire pubblichiamo il documento fondativo del Movimento:

 

UN MOVIMENTO NAZIONALE SICILIANO PER RESTITUIRE ALLA SICILIA DIRITTI E DIGNITÀ. 

 

La Sicilia è una Nazione. Una Nazione senza uno Stato.

Con un popolo, un territorio, una lingua, una cultura e una storia millenaria radicata nel cuore del Mediterraneo e in Europa.

Una Nazione sistematicamente depredata della propria identità e delle proprie risorse, i cui cittadini vengono trattati come persone di serie B da uno Stato che da sempre continua a privilegiare il proprio Nord.

Nessuno può metterlo in dubbio.

Non bisogna certo essere indipendentisti per percepire quantomeno un persistente atteggiamento coloniale.

 

La Sicilia non ha ottenuto alcun reale vantaggio nei 156 anni di unità d’Italia e il divario con il Settentrione si è fatto via via più marcato.

Le lotte autonomiste e indipendentiste del secondo dopoguerra obbligarono l’Italia a stipulare un Patto con la Sicilia rappresentato dallo Statuto Siciliano nato prima della stessa Costituzione.

L’autonomia prevista dallo Statuto – per quanto vincolata all’assetto statuale- era amplissima e, di fatto, comportava quasi una federazione tra due Nazioni.

Ma quel patto è stato violato progressivamente fino a renderlo sostanzialmente inesistente.

Nei fatti non siamo più a Statuto speciale. Nessuna delle norme rilevanti di quello Statuto ha ormai attuazione concreta.

 

La rottura di quel patto apre una nuova stagione, nella quale occorre impegnarsi con determinazione per riaffermare a qualunque costo i diritti e la dignità della Sicilia, ricostruendo una soggettività culturale, politica e istituzionale del popolo siciliano.

L’umiliazione della nostra isola-nazione ha come responsabili i partiti politici e i governi italiani, nonché il ceto politico a essi subalterno che ha governato la Regione Siciliana.

In settant’anni la Sicilia ha subito un continuo processo di spoliazione e immense risorse (naturali, finanziarie e soprattutto umane) sono state trasferite verso il Nord.

 

Se lo Statuto della Regione Siciliana fosse stato attuato, la Sicilia sarebbe una terra ricchissima.

Decine di miliardi di euro che, ai sensi di precise norme dello Statuto, dovevano rimanere nella nostra terra sono finiti nelle casse di Roma e altre decine di miliardi di euro che ci erano dovuti, non ci sono mai stati trasferiti. E non si tratta di cifre generiche, bensì di calcoli reali.

Con questi soldi, il destino dell’isola sarebbe stato profondamente diverso.

Adesso un’intera generazione di giovani sta andando via, lasciando la Sicilia che, senza un cambiamento profondo, fra trent’anni sarà un’isola di sole persone anziane.

 

Eppure abbiamo le risorse umane e materiali per vivere in autonomia in condizioni ottimali.

Un’agricoltura di qualità basata sulla straordinaria biodiversità dell’isola, un turismo che valorizzi le nostre grandi risorse artistiche e ambientali, la produzione di energia pulita che l’isola esporta ormai in grandi quantità (e che viene rivenduta ai siciliani al triplo del costo necessario per produrla); da sole queste risorse potrebbero garantirci uno sviluppo concreto ed ecosostenibile.

 

Dobbiamo dirlo in modo chiaro: Noi non vogliamo assistenzialismo. Rivendichiamo soltanto i nostri diritti e il ripristino della verità.

E la verità è che la Sicilia dà all’Italia molto di più di quanto l’Italia dà alla Sicilia.

Il governo Crocetta è stato l’esempio lampante del massimo di incapacità gestionale unito al massimo di subalternità nei confronti dello Stato italiano. Questo governo regionale, complice del governo Renzi, ha completato l’operazione di distruzione della Sicilia, svendendo inoltre gli ultimi diritti previsti dallo Statuto.

 

E’ una grande rivoluzione civile quella che serve alla nostra isola. Occorre archiviare il vecchio ceto politico e ogni sua connivenza con la criminalità organizzata e sostituirlo con persone che non rispondano agli ordini dei partiti italiani e che considerino la lotta alla corruzione e alla mafia, una delle chiavi principali di un nuovo sviluppo economico, sociale e culturale dell’isola.

 

La Sicilia è l’unica grande Nazione europea senza Stato a non avere un Movimento Nazionale che ne rivendichi i diritti e ne difenda dignità e storia.

E’ giunta l’ora di costruire quel Movimento Nazionale mettendo insieme indipendentisti, autonomisti, sicilianisti e movimenti civici. Tutti coloro, che con le più diverse sfumature, considerano la Sicilia e i suoi diritti al centro del proprio impegno devono confluire in questo movimento.

Un movimento impegnato a ricostruire una forte identità siciliana che negli ultimi anni ha ceduto spesso il posto a rassegnazione e convinzione d’inferiorità.

Nessun estremismo e nessun delirio di autosufficienza potranno essere permessi. Occorre essere realisti e allo stesso tempo pretendere ciò che ci spetta.

Abbiamo la consapevolezza di non rappresentare ancora la maggioranza dei siciliani, ma abbiamo l’ambizione di esserlo in un futuro non particolarmente lontano.

 

Alle prossime elezioni questo movimento sarà presente e avrà il proprio candidato alla Presidenza della Regione.

Un candidato che, se eletto, aprirà un contenzioso con l’Italia disdettando prima di tutto l’accordo truffa stipulato tra Crocetta e Renzi e chiedendo l’attuazione di tutti i diritti previsti dallo Statuto originario e oltre.

Su questo, pur scegliendo di non essere parte di nessuna coalizione che faccia riferimento ai partiti italiani, siamo disponibili a stringere alleanze con quanti tra questi vogliano mettere la Sicilia al centro del proprio programma per una nuova stagione di diritti.

 

Viviamo in una terra bellissima nel cuore del Mediterraneo.

Come siciliani abbiamo il dovere di governarla.

Nessuno può, né deve, farlo al posto nostro.

Dobbiamo riprendere nelle nostre mani il nostro destino.

La Sicilia ha diritto e interesse all’autodeterminazione.

Va stipulato con l’Italia un nuovo e moderno patto federativo che preveda l’affermazione (attualizzata, responsabile ed estensiva) di tutti i diritti previsti nello Statuto Siciliano del 1946 e che sappia andare oltre quei diritti.

Un patto federativo fra due Nazioni europee regolato da un nuovo Statuto redatto e approvato da un’Assemblea Costituente eletta da tutti i siciliani e poi ratificato dal Parlamento italiano.

 

 

Parliamo di In Evidenza | 7 Commenti »

7 risposte a “Il MOVIMENTO NAZIONALE SICILIANO
chiede a GAETANO ARMAO di candidarsi
alla Presidenza della Regione.”

  1. Luigi Brancato scrive:

    Spero che finalmente ci possa essere un movimento che possa andare a governare senza essere assoggettato alle segretarie romani ma dar conto alle persone oneste siciliani. W la Sicilia libera e in futuro anche Stato.

  2. Carmelo morales scrive:

    Era ora che qualcuno si svegliasse! Io sono disponibile a fornire il mio modestissimo contributo al solo ed esclusivo scopo di riuscire “finalmente” a far eliminare, dal furbone Stato attuale, le notevoli disparità di trattamento con i cittadini del centro Nord, e mi riferisco al giusto diritto alla buona medicina, alle opportunità di lavoro per i giovani, ai trasporti, allo sviluppo dell’economia in generale, quale turismo, pesca, agricoltura e all’artigianato, un tempo fiore all’occhiello siciliano, e non solo. Altri hanno avuto analoga idea nel passato, ma sono stati raggirati! C’è da crederci questa volta?.Sapete dove e come trovarmi.Fine commento.

  3. A.G. Calvagno scrive:

    La Sicilia ha il diritto ad essere una Nazione libera e indipendente poiché non esiste un consenso popolare che asserisca l’annessione all’Italia. Punto fondamentale per cui i siciliani non devono avere nessuna titubanza a decidere senza indugio a decidere per il proprio futuro e per quello dei posteri.

  4. Rocco RAITI scrive:

    Sono d’accordo su tutto.evitiamo gli estremismi e sopratutto dopo non svendiamoci per un piatto di lenticchie(come Esau).

  5. Rocco RAITI scrive:

    Sono d’accordo,speriamo di non svenderci dopo per un piatto di lenticchie

  6. questa notizia mi riempie di orgoglio pur non essendo Siciliano ,Ma Vivendo dal 1974,ne ho potuto apprezzare le qualita’ e meraviglia che offre a chi ci vive.L’unico guaio sono i vari governanti venduti ai mafiosi massoni del continente,che svendono i loro abitanti ai vari crocetta di turno e compagni al seguito,Sono contento che fra i candidati C’e’ il nome del Prof,ARMAO,Persogna degna di rappresentare la Sicilia e il suo popolo.Auguriamoci di ritornarare,a Statuto Speciale con tutti i benefici che comporta,Basta essere succubi del governo centrale,siamo siciliani e non abbiamo bisogno di nessuno,forse in continente hanno bisogno di noi,per Elettricita’,Benzine, Oli, prodotti che nemmeno si sognano,PERCIO’ TORNIAMO AL VOTO PER LA NOSTRA AUTONOMIA E CHI VIENE PAGHI IL DAZIO COME UNA VOLTA.Saluti a tutti i Siciliani.

  7. Alfio C. scrive:

    Condivido linee guida e proposta per presidente Regione. Offro mia collaborazione a beneficio di una grande Regione futura

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