Votare il bilancio tombale di Baccei e Crocetta è alto tradimento verso la Sicilia!

Di: Sicilia Nazione - il: 23-02-2016
L'assessore all'economia Baccei e il Presidente della Regione Crocetta

L’assessore all’economia Baccei e il Presidente della Regione Crocetta

 

Non sono solo i vergognosi effetti lacrime e sangue della legge finanziaria (o, per usare la definizione corretta, di stabilità) dettata da Roma, e imposta da Baccei, il problema principale della Sicilia.

Il dramma vero per l’isola e per il suo sviluppo è l’effetto complessivo delle leggi di bilancio 2016.

Si tratta, infatti, di un Bilancio tombale, poiché azzera tutti i crediti degli ultimi decenni che la Regione vanta nei confronti dello Stato.

Il Bilancio 2016 è infatti da un lato il primo bilancio redatto secondo i principi della nuova contabilità pubblica, come prevista del decreto legislativo 118 del 2011.

La nuova contabilità pubblica si basa su criteri che vanno considerati certi e prevede quindi che il bilancio venga predisposto a seguito del riaccertamento dei residui attivi e passivi e quindi nel caso specifico della verifica definitiva di crediti e debiti della Regione.

La Regione Siciliana ha da decenni contenziosi mai risolti con lo Stato derivanti da articoli dello Statuto mai attuati o attuati solo parzialmente. Basti pensare all’articolo 36 che prevede che la Sicilia debba incassare per intero i tributi relativi ai redditi dei siciliani, o all’articolo 37 sulla base del quale le imprese che operano, anche solo parzialmente, in Sicilia devono versare le tasse relative in Sicilia (anche se hanno sede legale fuori dalla Regione), o all’articolo 38 che prevede una quota di solidarietà relativa alla differenza di reddito tra la Sicilia e le altre regioni italiane (quota di solidarietà che vede un mancato versamento da circa vent’anni), o alle accise una parte del cui incasso doveva essere versato alla Sicilia in cambio dell’aumento della compartecipazione alle spese sanitarie.

Questi contenziosi dovevano essere risolti da un accordo in sede di Commissione paritetica Stato Regione, come già fatto dalle altre regioni a Statuto speciale. La Sicilia aveva quasi raggiunto l’accordo nel 2012 con l’allora assessore al Bilancio Armao, ma Crocetta, appena diventato Presidente della Regione azzerò tutto e la paritetica non si riunì più.

Questi crediti non sono stati quindi quantificati e non è stato possibile per questo inserirli nel riaccertamento dei residui e non sono messi in bilancio.

A tutto questo vanno aggiunti gli effetti devastanti dell’accordo forfettario contenuto negli allegati alla finanziaria che calcola in un sottostimatissimo miliardo e quattrocento milioni il credito annuale nei confronti dello Stato relativamente a tutte le partite, determinando con questo l’azzeramento sostanziale di ogni partita pregressa e facendo presupporre una prossima ratifica da parte dell’inutile Commissione Paritetica che viene messa di fronte ad un accordo già compiuto.

La forza contrattuale della Regione è stata ridotta a zero.

E per sommare anche la beffa a questo danno macroscopico che rischia di pregiudicare per sempre ogni possibilità della Sicilia di recuperare una parte del gap con le regioni italiane, Baccei porta da Roma il ricatto vergognoso secondo il quale il governo Renzi per consegnarci l’ultima tranche di 500 milioni (del miliardo e quattrocento) vuole la garanzia che legiferiamo sotto dettatura (o dittatura).

Resta una sola possibilità. Non approvare il bilancio, rinviarlo e pretendere l’attivazione della Commissione paritetica per arrivare a un accordo rapidissimo.

Chi voterà il bilancio 2016 del Governo Crocetta avrà tradito la Sicilia, facendole perdere tutto ciò che questa avanza dallo Stato italiano.

Sicilia Nazione pubblicherà i nomi dei deputati regionali che esprimeranno un voto favorevole al bilancio 2016 proposto dal Governo Crocetta – Baccei e li additerà al disprezzo e alla condanna dell’opinione pubblica siciliana.

 

 

 

Parliamo di Spunti | 1 Commento »

Una risposta a “Votare il bilancio tombale di Baccei e Crocetta è alto tradimento verso la Sicilia!”

  1. COSTA GIUSEPPE scrive:

    CI SONO I PRESUPPOSTI PER UNA RIVOLTA POPOLARE ( VESPRI SICILIANI )

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